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La malattia di Alzheimer
La malattia di Alzheimer è la forma più frequente
di demenza, intendendo con questo termine quel gruppo di malattie
caratterizzate da un progressivo declino delle funzioni cognitive.
Tale declino interferisce con le attività della vita quotidiana
ed è correlato ad una compromissione dell’area cerebrale,
ovvero un continuo deterioramento delle cellule nervose.
Durante l’intero decorso della malattia, al fine di limitarne
le conseguenze e di rallentarne l’evoluzione, è possibile
ricorrere agli interventi riabilitativi. Gli interventi riabilitativi
si definiscono come strategie finalizzate a ridurre l’impatto
della malattia sul livello di autosufficienza; consistono in un
il complesso di approcci alla persona che permettono di mantenere
il più elevato livello di autonomia compatibile con una determinata
condizione clinica.
Le manifestazioni cliniche delle demenze che possono essere oggetto
di specifici interventi sono molteplici e riguardano i deficit cognitivi
e i disturbi comportamentali. Le persone con demenza, infatti, non
si limitano a perdere la memoria o il linguaggio, ma spesso attuano
comportamenti bizzarri, aggressivi ed inspiegabili se confrontati
al carattere o alla vita passata della persona. I familiari o coloro
che se ne prendono cura possono essere il bersaglio di offese e
ingiurie, oppure non essere riconosciuti e, quindi, accusati d’essere
degli impostori.
Le ultime ricerche scientifiche sulla complessità del deficit
neuro-cognitivo, sui disturbi comportamentali e dell’umore
e sulla compromissione della vita relazionale e sociale di chi soffre
di demenza, evidenziano come sia necessario un intervento basato
sulla salute e sul benessere dell’intera persona e non solo
sulla limitazione dell’insorgere della sintomatologia clinica.
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